Enrico Formica

Analogico e/o Digitale

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Le scuole di pensiero sono tutte valide se si basano su esperienze effettive collezionate sul campo. Ma non è oro colato!

 ANALOGICO e/o DIGITALE

Differenza-Praticità-Economia-Futuro

OGNI EPOCA si rispecchia in una propria caratteristica. I nostri tempi sono caratterizzati dalla liquifazione della sostanza umana. A risentire maggiormente di questo aspetto è senza dubbio il concetto di immagine ottenuta attraverso la fotografia. Ma è la Fotografia o sono i Fotografi a patire maggiormente di questo cataclisma esistenziale? Sicuramente ambedue, se si tratta di Vera fotografia e di Veri fotografi. Questi devono far fronte all’individualismo globale dei possessori di apparecchi che generano una cosa che assomiglia a una fotografia ma che poi per essere utilizzata ha bisogno di un trattamento generato da specifici programmi che molti non usano perché non sanno usare o non ne conoscono l’esistenza. Il guaio maggiore è che molti fruitori finali ormai non ne fanno più richiesta pur di pubblicare un qualcosa prima degli altri! Perché oggi la fotografia è alla mercé di tutti? Perché i produttori di “tecnologia” assetati di guadagno hanno messo a disposizione di chiunque ne voglia farne uso, apparecchiature “intelligenti” che generano con assoluta semplicità, immagini, lasciando all’utilizzatore il sola preoccupazione di accendere l’oggetto. E’ chiaro che di fronte a questa realtà ogni “consumatore” si sente immediatamente elevato al grado di fotografo ridicolizzando tutto quanto è sensibilità, distinzione dei formati fotografici, le vere e proprie caratteristiche della formazione professionale, le fondamenta per chi aveva il compito. non indifferente. di generare comunicazione attraverso immagini. E’ chiaro che da sempre l’onestà del generare immagini reali ha subito delle increspature, ma mai come con l’avvento del digitale questo sia diventato routine quotidiana, generando nello “scattino” (fotografo è un’altra cosa!) la voglia-bisogno di esibirsi in manomissioni generate da programmi di fotoritocco. Trasformare tutto in finzione, in gioco, in auto esibizionismo Ora è indiscutibile che per settori commerciali, giornalistici, militari avere un mezzo che permette l’utilizzo immediato dell’immagine scattata è determinante per i vari usi, mentre in molti casi dove la fotografia sia fonte esclusiva di creatività e documentazione artistica per i quali il tempo di utilizzo dell’immagine segua un iter biologico normale non v’è alcun bisogno oggettivo di usare mezzi di avanguardistici ma anzi per la sua natura (riflessione, sensibilità, destrezza tecnica e risultati personalizzati) sarebbe da preferirsi  l’apparecchiatura tradizionale che tra l’altro mette in luce la vera stoffa dell’Autore. A fronte di tutto ciò c’è da dire che in luoghi ove sono totalmente scomparsi i laboratori di sviluppo professionali e con essi abilità professionali non indifferenti (o per vari motivi non vi sono mai esistiti), avere un mezzo pratico è indubbiamente di straordinaria comodità ma adagiamoci su questo aspetto si genera, e lo vediamo quotidianamente, una fotografia assolutamente vuota e impersonale. Guardando le riviste, i siti dei grandi Marchi di fotocamere che ospitano le immagini dei presunti fotografi, si nota che non v’è distinzione tra i vari autori, infatti le fotografie sembrano scattate tutte dalla medesima mano, e se poi navighiamo in siti commerciali di molte aziende la sensazione di essere di fronte al quotidiano fai da te è disarmante. Un altro aspetto scioccante del moderno mondo fotografico è la crescente offerta di “esperti” che si offrono per insegnare l’arte fotografica o fornire un valido supporto alla “correzione” e/o trasformazione delle immagini per mezzo di programmi specifici, il tutto per arrivare a scimmiottare un immagine inesistente che è normalmente ottenibile in pre-scatto e a volta senza dispendio di molto tempi da un preparato ed esperto fotografo. Per concludere, se la fotografia non è soltanto intesa come gioco ma come vera comunicazione o documentazione di un evento, prodotto o sensazione, la diatriba digitale-analogico non ha senso d’esistere perché un Autore sa utilizzare il mezzo più appropriato a seconda dell’esigenza e della propria capacità espressiva.

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FOTOGRAFIA >Chi la fa e chi la dice

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A seguito delle numerose richieste, prossimamente pubblicherò su questo spazio una serie di considerazioni maturate in 40 anni di attività nel campo della comunicazione per immagini.  A risentirci presto.


 

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